Fino al 3 luglio sarà possibile consegnare le risposte al questionario post Covid 19

E’ stata prorogata al 3 luglio la scadenza per la consegna delle risposte al questionario post Covid 19 di Artex.

Si tratta di uno strumento messo a punto per le imprese dell’artigianato artistico, per raccogliere informazioni e proposte.

L’emergenza Covid 19 ha mutato profondamente, in modo spesso drammatico, la vita e il lavoro di tanti imprenditori, a iniziare dalle micro, piccole e medie imprese che, del sistema produttivo italiano, sono il fulcro vitale.
In coincidenza con l’avvio della Fase 2, abbiamo messo a punto un questionario, rivolto in modo specifico alle aziende del settore artistico e tradizionale, per due obiettivi specifici:
– avere un quadro puntuale su quanto stia realmente accadendo alle aziende del settore e su come stiano facendo fronte all’emergenza Covid;
– raccogliere indicazioni sulle soluzioni ritenute più utili per accelerare e rafforzare la ripartenza. Quello che sottoponiamo è un questionario piuttosto breve (serviranno circa 15 minuti per completarlo) grazie al quale le aziende del settore artistico e tradizionale potranno fornirci una fotografia della realtà che stanno vivendo e, cosa importantissima, metterci a conoscenza delle loro necessità, contribuendo così a gettare le basi per future e concrete iniziative a sostegno del settore.
Riportiamo di seguito il link per la compilazione del questionario online, segnalando che è del tutto anonimo ed i relativi dati personali verranno rigorosamente trattati nel rispetto delle disposizioni legislative previste dal Reg.to UE 2016/679 in tema di obblighi di riservatezza.
Vai al questionario online:
https://tinyurl.com/questionario-covid-artex

Alleghiamo anche una versione del questionario in formato word. Il questionario dovrà essere inviato ad Artex artex@artex.firenze.it
entro il 3 luglio 2020.
Scarica il questionario in formato word
Per tutte le info:
Artex 055- 570627 Costanza Materassi 055-0604579 c.materassi@artex.firenze.it

Formazione Strategica: Finanziamenti per corsi “Tecnico del restauro di beni culturali”

Bando per formare persone inattive e disoccupate alla qualifica professionale regionale  di  tecnico del restauro di beni culturali (tecnico esperto)

 

Domande dal 9 aprile fino al 31 luglio 2020 (per proroga con decreto del 14 aprile 2020)

Data di pubblicazione bando su BURT

08 aprile 2020

Data di scadenza presentazione domande

31 luglio 2020

 

La Regione Toscana con decreto dirigenziale 4078 del 9 marzo 2020 (in pubblicazione sul Burt del 8 aprile 2020 parte III del supplemento) ha approvato l’avviso pubblico per la concessione di finanziamenti per percorsi per “Tecnico del restauro dei beni culturali“, ai sensi dell’articolo 17 comma 1 lettera a) della legge regionale 32/2002.
Il bando si inserisce in Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.

In evidenza: la scadenza per presentare domanda e progetto è prorogata al 31 luglio 2020 (decreto dirigenziale 5418 del 14 aprile 2020).

Finalità. Sostenere la realizzazione di percorsi di formazione mirati a trasmettere le conoscenze e le competenze necessarie per facilitare   l’inserimento lavorativo dei partecipanti nel   settore dei beni culturali, sulla base dell’analisi   degli obiettivi di crescita professionale e delle potenzialità rilevate nell’ambito delle azioni di orientamento e di fabbisogno delle imprese.

Destinatari / Beneficiari del bando. I progetti devono essere presentati ed attuati da una associazione temporanea di imprese o di scopo (ATI/ATS), costituita o da   costituire  a  finanziamento   approvato, composta obbligatoriamente   dai seguenti soggetti, nel numero massimo di quattro:

  • almeno un organismo formativo accreditato ai sensi della delibera di giunta regionale 1407/2016 e successive modifiche e integrazioni o che si impegna ad accreditarsi entro la data di avvio delle attività, in qualità di capofila;
  • almeno  due imprese,  che non hanno finalità formativa, aventi   un’unità  produttiva   nel territorio regionale, il cui ambito di operatività sia coerente con il Profilo professionale e il settore e la filiera considerati.

Il partenariato, rimanendo  nel  numero  massimo  di quattro soggetti attuatori, può essere facoltativamente integrato anche da un istituto di istruzione superiore, o una università, o una fondazione ITS o una associazione di categoria, in coerenza con il profilo professionale, il settore e la filiera considerati e aventi sede nel territorio regionale.
Per la realizzazione dei progetti  è  necessario  che il soggetto  attuatore  di attività formative  sia  in regola con la normativa in materia di accreditamento di cui alla delibera 1407/2016 e ss.mm.ii.. In caso contrario e limitatamente a imprese (come sopra definite), istituti di istruzione superiore, università e fondazioni ITS, il loro apporto deve limitarsi alla  messa a disposizione di proprie risorse umane e strumentali.

Scadenza e presentazione domanda. Le domande di finanziamento possono essere presentate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso sul Burt (8 aprile 2020) e devono pervenire dal 9 aprile fino al 31 luglio 2020 (per proroga dela scadenza dal primo giugno al 31 luglio 2020).

La domanda (e   la   documentazione   allegata   prevista dall’avviso)  deve  essere trasmessa  tramite l’applicazione  “Formulario di presentazione  dei progetti Fse online”, previa registrazione   al Sistema Informativo FSE all’indirizzo https://web.rete.toscana.it/fse3.
Si accede al Sistema informativo Fse con l’utilizzo di una Carta nazionale dei servizi (Cns) attivata (di solito quella presente sulla Carta sanitaria elettronica Cse della Regione Toscana) oppure con credenziali SPID (Sistema pubblico  di identità digitale), per il cui rilascio si possono  seguire le indicazioni dellapaginaopen.toscana.it/spid. Se  un  soggetto  non  è registrato  è  necessario  compilare la sezione  “Inserimento  dati per  richiesta accesso” al su indicato indirizzo web del Sistema  In formativo. Le richieste  di nuovi accessi al Sistema informativo Fse devono  essere  presentate in anticipo rispetto alla  scadenza dell’avviso, secondo quanto pubblicizzato sulla pagina di accesso all’applicativo “Formulario di presentazione progetti FSE online”.

Interventi ammissibili. Ogni progetto presentato, per contenuti ed attività, deve obbligatoriamente essere riferito ad uno dei settori di seguito elencati:

  •  Manufatti scolpiti in legno; arredi e strutture lignee
  •  Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile
  •  Superfici decorate dell’architettura

Il percorso di formazione deve essere finalizzato a conseguire la qualifica professionale   regionale   di   “Tecnico   del   restauro   di   beni allegato A) culturali (tecnico esperto)”. Lo stesso deve essere  articolato attraverso la descrizione di Unità Formative (UF), in cui siano   riportati tutti gli obiettivi di apprendimento   previsti e progettati con  riferimento al Profilo   Professionale (in termini   di   obiettivi   competenze  e di aree di sapere, sia di base che tecnico-professionali e tra sversali, e di cui alla scheda del Profilo regionale) per permettere ai partecipanti l’acquisizione delle competenze necessarie per l’ingresso nel mercato del lavoro, nel rispetto degli standard formativi previsti dalla delibera di giunta 988/2019 e dall’Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012.
I   contenuti   formativi  devono essere altresì  esplicitati all’interno delle singole UF, coerentemente con gli obiettivi di apprendimento, ricercati, elaborati e definiti in risposta ai fabbisogni formativi rilevati di concerto con gli attori produttivi locali, al fine di rendere ogni allievo formato il più possibile rispondente e appetibile sul mercato del lavoro.

A tal fine, i soggetti   attuatori   devono dotarsi sia di risorse umane e strumentali   – ancorché  adeguate –  specialistiche, in coerenza con  le   discipline insegnate, oltre a strumenti metodologici pertinenti e funzionalmente differenziati in conformità ai moduli didattici proposti

Destinatari dei corsi di formazione: inattivi/e, disoccupati/e

Dotazione finanziaria. Il bando ha un budget di 200.200 euro

Per tutti i dettagli necessari a presetare correttamente la domanda consultare integralmente il testo del bando e i suoi allegati:

Per saperne di più scrivere a formazionestrategica@regione.toscana.it
Viene  garantita  risposta  prima  della  scadenza del bando a tutte le mail pervenute entro  7 giorni prima della scadenza del bando

Per problemi tecnico-informatici connessi alla procedura online contattare il numero 800 688 306.

Contributi a fondo perduto. Il modello e le istruzioni per richiederli

E’ finalmente disponibile il modello con cui le imprese danneggiate dalle conseguenze economiche del coronavirus  possono richiedere i contributi a fondo perduto. Nel Provvedimento del 10 giugno 2020, l’Agenzia delle Entrate, ha chiarito: quali sono i passaggi da effettuare per richiederlo e il  modello da presentare che potrà essere predisposto e inviato, dal 15 giugno 2020, tramite una procedura web all’interno del portale fatture e corrispettivi del sito www.agenziaentrate.gov.it. o attraverso un  intermediario , mediante il canale telematico Entratel. Per tutte le informazioni è disponibile una guidaIl contributo viene erogato dall’Agenzia delle entrate mediante accredito sul conto corrente corrispondente all’Iban indicato nella domanda. Il conto corrente deve essere intestato o cointestato al soggetto richiedente, altrimenti l’istanza sarà scartata.

Il Bonus a fondo perduto potrà essere richiesto dal 15 giugno. La scadenza della presentazione è il 24 agosto.  Può essere richiesto dalle imprese, dalle partite Iva o dai titolari di reddito agrario. In particolare, il Decreto Rilancio L.34/2020 precisa che non possono fruire del Bonus a fondo perduto i soggetti la cui attività risulta cessata nella data di presentazione della domanda, i soggetti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (le cosiddette casse previdenziali), gli intermediari finanziari e le società di partecipazione, i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori dello spettacolo introdotti dal Decreto Cura Italia e gli enti pubblici.

Per la presentazione il contribuente potrà avvalersi degli intermediari che ha già delegato al suo Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione delle fatture elettroniche. Sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns). Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà due elaborazioni successive relative ai controlli formali e sostanziali. L’esito delle due elaborazioni sarà comunicato con apposite ricevute restituite al soggetto che ha trasmesso l’istanza.

I REQUISITI PER OTTENERE IL BONUS – La guida dedicata delle Entrate spiega nel dettaglio quali sono le condizioni per ottenere il contributo. In sintesi, il contributo a fondo perduto spetta qualora siano soddisfatti due requisiti. Il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro. Il secondo requisito da soddisfare per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019. Ma ci sono due eccezioni a questo caso generale: il primo in cui il soggetto interessato abbia avviato la propria attività a partire dal primo gennaio 2019 (il contributo spetta allora a prescindere dal calo del fatturato). Lo stesso per i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), ancora in emergenza al 31 gennaio 2020 (dichiarazione dello stato di emergenza da coronavirus).

COME SI CALCOLA IL CONTRIBUTO? – Alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi: 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro; 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro; 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro. Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

 

Coronavirus. Come ripartire? Un questionario per raccogliere le proposte delle imprese

Artigianato Artistico e Tradizionale: come ripartire?
Artex ha messo a punto un questionario per raccogliere necessità e proposte delle imprese toscane del settore.

L’emergenza Covid 19 ha mutato profondamente, in modo spesso drammatico, la vita e il lavoro di tanti imprenditori, a iniziare dalle micro, piccole e medie imprese che, del sistema produttivo italiano, sono il fulcro vitale.
In coincidenza con l’avvio della Fase 2, abbiamo messo a punto un questionario, rivolto in modo specifico alle aziende del settore artistico e tradizionale, per due obiettivi specifici:
– avere un quadro puntuale su quanto stia realmente accadendo alle aziende del settore e su come stiano facendo fronte all’emergenza Covid;
– raccogliere indicazioni sulle soluzioni ritenute più utili per accelerare e rafforzare la ripartenza. Quello che sottoponiamo è un questionario piuttosto breve (serviranno circa 15 minuti per completarlo) grazie al quale le aziende del settore artistico e tradizionale potranno fornirci una fotografia della realtà che stanno vivendo e, cosa importantissima, metterci a conoscenza delle loro necessità, contribuendo così a gettare le basi per future e concrete iniziative a sostegno del settore.
Riportiamo di seguito il link per la compilazione del questionario online, segnalando che è del tutto anonimo ed i relativi dati personali verranno rigorosamente trattati nel rispetto delle disposizioni legislative previste dal Reg.to UE 2016/679 in tema di obblighi di riservatezza.
Vai al questionario online:
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Alleghiamo anche una versione del questionario in formato word, laddove facilitasse la
compilazione del medesimo. Il questionario dovrà essere inviato ad Artex artex@artex.firenze.it
entro Martedì 23 Giugno 2020
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Per tutte le info:
Artex 055- 570627 Costanza Materassi 055-0604579 c.materassi@artex.firenze.it

Adeguare i locali alle norme anticontagio utilizzando il credito d’imposta

Le imprese che hanno riaperto o si apprestano a farlo dovranno sostenere dei costi per adeguare i locali e l’organizzazione del lavoro alle normative anticontagio. Per cercare di alleviare l’impatto di questi oneri il Governo, nel Decreto Rilancio ha concesso diversi bonus tra i quali un credito d’imposta calcolato sulle spese sostenute per adeguare i locali alle normative anticontagio.  Una misura che intende aiutare le riaperture in sicurezza delle attività economiche al pubblico.  Il credito d’imposta riguarda le spese sostenute nel 2020 per gli investimenti necessari per l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti alle disposizioni anti Coronavirus. Tra gli interventi agevolabili, sono compresi gli interventi edilizi, ad esempio per: il rifacimento spogliatoi e mense, la realizzazione di spazi medici,  la realizzazione di ingressi e spazi comuni, arredi di sicurezza anti contagio. Danno diritto al bonus anche gli investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e le apparecchiature per il controllo della temperatura. Il credito d’imposta è concesso nella misura del 60% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 80.000 euro per beneficiario. Una caratteristica di particolare interesse del nuovo beneficio è la possibilità di cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. L’agevolazione è utilizzabile in compensazione di imposte e contributi previdenziali dovuti in 10 anni. In alternativa all’utilizzo diretto in compensazione, l’incentivo spettante potrà essere incassato subito. Può essere infatti ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. Criteri e modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta dovranno essere definiti dall’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge di conversione del Decreto Rilancio (presumibilmente, quindi, la circolare dovrebbe vedere la luce nel mese di agosto 2020).

Leggi anche:

Conoscere il settore della ceramica artistica. La ricerca di Artex

La ceramica artistica è uno dei settori più importanti dell’artigianato di qualità. Con le sue molte declinazioni, come la terracotta o la maiolica, caratterizza molti distretti produttivi italiani dove le lavorazioni spesso uniscono la grande tradizione, che spesso ha radici nell’antichità, alle tecniche produttive innovative contemporanee. Per conoscere in modo approfondito le caratteristiche di questo settore Artex nel 2019 ha realizzato il volume “La ceramica Artistica in Italia. Imprese, luoghi, scenari e prospettive”, nell’ambito del progetto Mater Ceramica.  Il volume si propone di approfondire tematiche economiche e di marketing relative al settore della ceramica artistica e tradizionale italiana. Il testo propone una analisi del settore dal punto di vista delle produzioni e dell’occupazione e della promozione commerciale delle imprese.  Le ricerche ed il volume sono stati promossi e coordinati dall’Associazione Italiana Città della Ceramica e realizzati da ARTEX di Firenze e dal centro TeDIS della Venice International University.

Per scaricare il volume cliccare sul seguente link:

http://www.buongiornoceramica.it/wp-content/uploads/2019/09/17019-libro-ceramica-1-04-STAMPA-finale-low.pdf

Emergenza Coronavirus. Come ottenere i contributi a fondo perduto

Il Decreto Rilancio, D.L n.34/2020 art.25 , ha previsto per imprese e lavoratori autonomi l’erogazione di contributi a fondo perduto. Possono ottenerli imprenditori e lavoratori autonomi (con ricavi non superiori a 5 milioni di euro) che hanno registrato cali di fatturato causati dall’epidemia. In particolare occorre verificare se il fatturato realizzato nel mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 di quello di aprile 2019. Per esempio, se il fatturato di aprile 2019 è di 3.000,00 Euro, il contributo a fondo perduto spetterà solo se il fatturato 2020 è inferiore a 2.000,00 Euro.

Il contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato del mese di aprile 2019 e l’ammontare del fatturato del mese di aprile 2020. Tale percentuale è così determinata:

-20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel 2019;

-15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;

-10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

In ogni caso, l’ammontare del contributo è riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Possono richiedere il contributo anche gli artigiani e i commercianti che hanno beneficiato dell’indennità di 600 euro nel mese di marzo ex art. 28 del DL 18/2020 e che continueranno a beneficiarne.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi nonché dell’IRAP.

Per ottenerlo occorre presentare una istanza telematica all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dal provvedimento attuativo di prossima emanazione contenente gli estremi del conto corrente bancario o postale su cui arriveranno le somme. All’istanza dovrà essere allegata l’autocertificazione antimafia che sarà oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza. L’istanza presentata sarà poi oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.agenziaentrate.gov.it oppure chiamare il numero 800.90.96.96 (da telefono fisso) 0696668907 (da cellulare) – +39 0696668933 (da estero- servizio in lingua italiana)

 

Sostenere i mestieri d’arte per superare la crisi. Artex firma l’appello del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico

Un appello ai decisori politici per chiedere di sostenere l’artigianato artistico, un importantissimo patrimonio culturale ed economico che oggi è fortemente a rischio: lo ha lanciato il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico. La Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico è un documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale: i soggetti promotori che per primi hanno voluto il documento sono stati CNA, Confartigianato Imprese e Ateliers d’Art de France, con il supporto tecnico e organizzativo di Artex, Centro per l’Artigianato Artistico della Toscana. Ad oggi la Carta conta 59 tra promotori e sostenitori, tra cui 15 Regioni italiane.

Questo settore rappresenta un patrimonio immenso, che  ha contribuito alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo, e che adesso si trova in una situazione di estrema fragilità a causa delle conseguenze del lockdown imposto per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. In questo quadro il peso specifico della Toscana è molto rilevante: secondo i dati elaborati da Artex in collaborazione con Irpet, in Toscana le imprese dell’artigianato artistico e tradizionale sono 20 mila e  impiegano oltre 100mila addetti, tra dipendenti e indipendenti. Delle 20mila imprese, 1.300 circa (il 6%) hanno più di 15 addetti per il 94% si tratta di piccole e micro aziende molto diverse per dimensioni, organizzazione aziendale, tecniche produttive, stili ma anche per mercati di riferimento.

“C’è una fortissima preoccupazione per l’artigianato artistico e tradizionale della Toscana – dice il presidente di Artex, Gianni Lamioni -. Le conseguenze economiche della crisi post Covid19 rischiano di essere fatali per molte aziende ed è necessario uno sforzo ancora maggiore a livello locale, nazionale ed europeo per tutelare il valore di questo patrimonio per non disperderlo. Le eccellenze della tradizione artigiana sono custodite in larga parte da aziende piccole e piccolissime, a conduzione familiare, con scarsa capitalizzazione e perciò molto esposte in tempi di crisi economica sia per l’incertezza che attraversa i mercati di riferimento sia per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose”.

“Artex – ricorda Lamioni – segnala da oltre un decennio la necessità di strategie mirate e condivise per salvaguardare questo enorme patrimonio identitario ed economico: è dal 2010, infatti, che con la  Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, e con il network che intorno ad essa di è costruito, cerchiamo di affermare e diffondere i valori dell’artigianato artistico, come componente fondamentale della nostra economia, della nostra cultura e della nostra società.

“E’ un patrimonio creativo ed economico che definisce più di ogni altro l’identità della Toscana e nel momento in cui si parla del rilancio, non solo produttivo, ma anche di immagine della nostra regione agli occhi del pubblico internazionale, di investitori e turisti, non può essere dimenticato. Serve agire per individuare le giuste strategie di commercializzazione e internazionalizzazione del nostro artigianato d’arte; serve valorizzarne le opportunità nel contesto della green economy e dello sviluppo sostenibile; sfruttarne le potenzialità nel dialogo con il mondo della cultura, dei musei e della formazione; farne un pilastro nelle azioni di promozione e sviluppo del sistema turistico italiano”, conclude il presidente di Artex.

“L’artigianato artistico è un settore che, da sempre, tiene alto il nome della Toscana nel mondo – spiega l’assessore allo sviluppo economico della Regione Toscana Stefano Ciuoffo – un settore profondamente radicato nei nostri territori, espressione di una cultura e di una tradizione che si sono consolidate nei secoli. Per questo motivo la Regione Toscana ha sempre avuto particolare attenzione e sensibilità per questo settore e proprio per questo ha condiviso, sostenuto e promosso da subito il percorso della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, facendosene anche portavoce presso altri Governi regionali. Nell’attuale contesto di crisi l’appello dei sostenitori della Carta, che sottolinea i valori fondamentali dell’artigianato artistico e indica possibili linee di sviluppo e di rafforzamento del settore, ci vede concordi e attenti, soprattutto in una logica di rilancio del nostro territorio. L’artigianato artistico fa parte delle nostre città, dei nostri borghi, dei nostri musei, del nostro sistema produttivo, del nostro tessuto sociale e può e deve divenire parte integrante di azioni di rilancio dell’immagine della Toscana nel mondo, in stretta connessione con il turismo, con la cultura, con l’enogastronomia, con tutto ciò che costituisce il cuore del Made in Tuscany.”

Ecco il link all’appello

 

Per informazioni

Artex Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana

Via Giano Della Bella 20  50124 Firenze (Italy)

tel. +39 055 570627

fax +39 055 572093

 

artex@artex.firenze.it

FeaturedArtex firma l’appello del tavolo nazionale dell’artigianato artistico “Serve sostenere i mestieri d’arte”

Il Centro per l’Artigianato Artistico della Toscana si mobilita per sostenere le botteghe storiche
Artex firma l’appello del tavolo nazionale dell’artigianato artistico “Serve sostenere i mestieri d’arte”
Il presidente Lamioni:  “Sono un tassello strategico per il rilancio della Toscana sui mercati esteri”

Firenze, 21 maggio 2020 – Un appello ai decisori politici per chiedere di sostenere l’artigianato artistico, un importantissimo patrimonio culturale ed economico che oggi è fortemente a rischio: lo ha lanciato il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico. La Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico è un documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale: i soggetti promotori che per primi hanno voluto il documento sono stati CNA, Confartigianato Imprese e Ateliers d’Art de France, con il supporto tecnico e organizzativo di Artex, Centro per l’Artigianato Artistico della Toscana. Ad oggi la Carta conta 59 tra promotori e sostenitori, tra cui 15 Regioni italiane.

Questo settore rappresenta un patrimonio immenso, che  ha contribuito alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo, e che adesso si trova in una situazione di estrema fragilità a causa delle conseguenze del lockdown imposto per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. In questo quadro il peso specifico della Toscana è molto rilevante: secondo i dati elaborati da Artex in collaborazione con Irpet, in Toscana le imprese dell’artigianato artistico e tradizionale sono 20 milae  impiegano oltre 100mila addetti, tra dipendenti e indipendenti. Delle 20mila imprese, 1.300 circa (il 6%) hanno più di 15 addetti per il 94% si tratta di piccole e micro aziende molto diverse per dimensioni, organizzazione aziendale, tecniche produttive, stili ma anche per mercati di riferimento.

“C’è una fortissima preoccupazione per l’artigianato artistico e tradizionale della Toscana – dice il presidente di Artex, Gianni Lamioni -. Le conseguenze economiche della crisi post Covid19 rischiano di essere fatali per molte aziende ed è necessario uno sforzo ancora maggiore a livello locale, nazionale ed europeo per tutelare il valore di questo patrimonio per non disperderlo. Le eccellenze della tradizione artigiana sono custodite in larga parte da aziende piccole e piccolissime, a conduzione familiare, con scarsa capitalizzazione e perciò molto esposte in tempi di crisi economica sia per l’incertezza che attraversa i mercati di riferimento sia per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose”.

“Artex – ricorda Lamioni – segnala da oltre un decennio la necessità di strategie mirate e condivise per salvaguardare questo enorme patrimonio identitario ed economico: è dal 2010, infatti, che con la  Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, e con il network che intorno ad essa di è costruito, cerchiamo di affermare e diffondere i valori dell’artigianato artistico, come componente fondamentale della nostra economia, della nostra cultura e della nostra società.

“E’ un patrimonio creativo ed economico che definisce più di ogni altro l’identità della Toscana e nel momento in cui si parla del rilancio, non solo produttivo, ma anche di immagine della nostra regione agli occhi del pubblico internazionale, di investitori e turisti, non può essere dimenticato. Serve agire per individuare le giuste strategie di commercializzazione e internazionalizzazione del nostro artigianato d’arte; serve valorizzarne le opportunità nel contesto della green economy e dello sviluppo sostenibile; sfruttarne le potenzialità nel dialogo con il mondo della cultura, dei musei e della formazione; farne un pilastro nelle azioni di promozione e sviluppo del sistema turistico italiano”, conclude il presidente di Artex.

“L’artigianato artistico è un settore che, da sempre, tiene alto il nome della Toscana nel mondo – spiega l’assessore allo sviluppo economico della Regione Toscana Stefano Ciuoffo – un settore profondamente radicato nei nostri territori, espressione di una cultura e di una tradizione che si sono consolidate nei secoli. Per questo motivo la Regione Toscana ha sempre avuto particolare attenzione e sensibilità per questo settore e proprio per questo ha condiviso, sostenuto e promosso da subito il percorso della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, facendosene anche portavoce presso altri Governi regionali. Nell’attuale contesto di crisi l’appello dei sostenitori della Carta, che sottolinea i valori fondamentali dell’artigianato artistico e indica possibili linee di sviluppo e di rafforzamento del settore, ci vede concordi e attenti, soprattutto in una logica di rilancio del nostro territorio. L’artigianato artistico fa parte delle nostre città, dei nostri borghi, dei nostri musei, del nostro sistema produttivo, del nostro tessuto sociale e può e deve divenire parte integrante di azioni di rilancio dell’immagine della Toscana nel mondo, in stretta connessione con il turismo, con la cultura, con l’enogastronomia, con tutto ciò che costituisce il cuore del Made in Tuscany.”

Artigianato artistico e tradizionale. Le linee guida per ripartire in sicurezza

Le imprese del settore dell’artigianato artistico e tradizionale da sempre svolgono le loro attività utilizzando molte forme organizzative. Atelier, laboratori, negozi con annessi spazi per le lavorazioni artigianali, studi d’arte, laboratori artigianali con spazi di somministrazione di alimenti e bevande, stabilimenti, sartorie, botteghe scuola. Un universo eterogeneo che in questi giorni si trova a riaprire dovendo adeguare i propri spazi alle norme anticontagio. Disposizioni che sono state emanate con riferimento ai principali settori di attività economiche e che non tengono conto della multiforme realtà di un settore tanto particolare, che nella nostra Regione è fondamentale perché industria culturale e creativa legata alla filiera turistica e ai principali distretti produttivi .

In base alle disposizioni nazionali e all’ordinanza regionale firmata dal Presidente della Regione Toscana, da lunedì 18 maggio possono riaprire:

  •  Tutti gli esercizi commerciali;
  •  Le attività di somministrazione di cibi e bevande, non più solo in modalità asporto;
  •  Le strutture ricettive;
  •  I servizi alla persona (parrucchieri, estetisti);
  •  Le attività balneari;
  •  I musei e le biblioteche;
  •  Il commercio ambulante previa definizione da parte dei comuni delle necessarie regole relative agli accessi.

Dal 18 maggio quindi quasi tutte le attività economiche e professionali potranno riaprire purché rispettino le linee guida e le raccomandazioni previste dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 17 Maggio 2020 ed illustrate anche nei suoi allegati ( in particolare nel n. 10).

Ricordiamo che è obbligatorio usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza. Possono essere utilizzate mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L’utilizzo delle mascherine si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano prioritarie.

Per tutte le attività economiche valgono poi le seguenti linee guida:

– mantenere il distanziamento di almeno 1 metro;
– fornire e rendere disponibili ai clienti e al personale prodotti igienizzanti;
– privilegiare le prenotazioni e conservare l’elenco delle persone per 14 giorni;
– predisporre alle casse apposite barriere di protezione da rischi di contagio (plexiglass o simili).
Quanto alla misurazione della temperatura dei clienti, nelle linee guida si parla di “possibilità” e non di obbligo.

Sono poi state emanate altre linee guida specifiche, per particolari tipologie di attività. Per il settore dell’artigianato artistico e tradizionale sono di interesse quelle per il commercio al dettaglio.

Per il commercio al dettaglio l’impresa deve:
– prevedere regole di accesso ai locali, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti;
– in caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce; comunque, i clienti devono sempre indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti.
Per il commercio su aree pubbliche sono previste regole di carattere generale e regole a carico dei comuni e specifiche disposizioni per i titolari di posteggio.
Tra le prime:
– prevedere il contingentamento degli ingressi e la vigilanza degli accessi;
– uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande;
– utilizzo di mascherine sia da parte degli operatori che da parte dei clienti, ove non sia possibile assicurare il distanziamento interpersonale di almeno un metro.
I Comuni dovranno regolamentare la gestione del commercio su aree pubbliche, prevedendo idonee misure logistiche, organizzative e di presidio e valutando tutte le misure per garantire il distanziamento.
Invece, il titolare di posteggio:
– ha l’obbligo dell’uso delle mascherine, mentre l’uso dei guanti può essere sostituito da una igienizzazione frequente delle mani;
– in caso di vendita di abbigliamento deve mettere a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce;
– in caso di vendita di beni usati deve igienizzare i capi di abbigliamento e le calzature prima che siano poste in vendita.
L’Inail, nel suo sito ww.inail.it ha pubblicato alcuni video con raccomandazioni per le aziende oltre che  le linee guida per alcune categorie (e precisamente ristoranti, stabilimenti balneari, parrucchieri e centri estetici), che vanno a sommarsi alle regole generali contenute nei protocolli allegati al D.P.C.M. 26 aprile 2020.
Il D.L. n. 33/2020 ha previsto che, dal 18 maggio siano le regioni a dover “adottare” i “protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi”, “nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”. Saranno quindi delle Regioni  le responsabilità in merito alla definizione delle regole e alla valutazione del loro impatto in termini di contenimento dell’epidemia.
Diventerà quindi  fondamentale conoscere, settore per settore, le linee guida che saranno emanate anche a livello regionale che ci auguriamo possano meglio tener conto delle specificità del settore dell’artigianato artistico e tradizionale.