A Firenze un corso gratuito per apprendere le tecniche di decorazione, doratura e restauro

Si svolgerà a partire da Febbraio 2019, nella splendida Villa Medicea La Petraia, sulla collina di Castello a Firenze, il corso professionale di decorazione, doratura e restauro. Gli studenti potranno apprendere le più importanti tecniche decorative quali quelle sul finto legno, sul finto marmo, le grottesche, il trompe oeil, il riuso dei manufatti lignei, il restauro e la manutenzione delle opere decorate e la doratura a lamine metalliche.
Lo scopo del percorso formativo e quello di inserire gli allievi formati in aziende del settore. Il percorso  consente di conseguire la Qualifica di Addetto alla realizzazione di manufatti lignei nell’artigianato artistico con tecniche di doratura e decorazione. Il titolo è  valido in tutti i Paesi dell’Unione Europea, in quanto rilasciato in conformità di un SG Sistema Generale di riconoscimento.

Si tratta di un percorso formativo  annuale con 900 ore di formazione, il cui 70% va destinato ad attività pratiche svolte in laboratorio. Il corso è interamente gratuito perchè finanziato con le risorse del Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo( POR FSE 2014/2020). Le lezioni si svolgeranno presso la Villa Medicea La Petraia  Via Di San Michele a Castello 4 in località Castello a Firenze. Per partecipare occorre essere residenti in Italia, avere un età pari o superiore ai 18 anni, I documenti richiesti per l’iscrizione sono un documento di identità in corso di validità e la dichiarazione di disoccupazione/inoccupazione rilasciata dal Centro per l’Impiego. Le iscrizioni saranno aperte dal 9 gennaio 2019 al 8 febbraio 2019 con orario 9.00 – 13.00. La selezione degli iscritti si terrà il 14 Febbraio 2019 e in eventuali giorni successivi fino a conclusione di tutte le prove da sostenere presso  Villa La Petraia a Firenze a partire dalle ore 9.00.

Per maggiori informazioni scrivere a : v.dellavolpe@formazionesophia.com o  simonebeneforti@gmail.com

https://corso-finanziato-restauro-del-legno.webnode.it/

I segreti dei gioielli artigianali di Arezzo

Ogni gioiello artigianale ha un’anima, una storia che si fonde con le origini del territorio. È ciò che succede nel distretto orafo di Arezzo, una realtà che si fonde con la cultura della zona.

Le botteghe artigiane del gioiello ad Arezzo si moltiplicano nel corso dei secoli. Le prime documentate nascono nel quattordicesimo secolo contemporaneamente alla crescita della nobiltà locale e delle confraternite. La richiesta è soprattutto locale, i maestri orafi realizzano gioielli per i signori della zona finché l’eco della loro arte si diffonde anche a Roma, dove il papato inizia a richiedere commesse sempre più consistenti.

L’artigianato aretino cambia dunque destinatario e trova nella produzione religiosa la migliore fonte di sostentamento. In una zona prettamente agricola, la lavorazione orafa resta confinata nelle botteghe altamente specializzate che tramandano la tradizione di padre in figlio, di allievo in maestro senza aprirsi alle influenze del mondo esterno.

Tutto questo fino alle porte del novecento, quando il cambiamento del paesaggio, da agricolo a industriale, porta alla crescita di tante piccole e medie imprese. I gioielli artigianali di Arezzo divengono la produzione più importante della provincia assieme al cuoio e alle calzature.

Nel secondo dopo guerra, poi, il settore orafo conosce una stagione di grande sviluppo grazie alle tecniche innovative di produzione e lavorazione dell’oro che esaltano il made in Toscana. Gli artigiani aretini realizzano gioielli sempre più belli con costi di manodopera relativamente bassi grazie alle tecniche impiegate e superano anche le crisi del costo dell’oro puntando su altri metalli come l’argento.

Ad oggi, ad Arezzo esistono tantissime piccole imprese, vere e proprie botteghe a conduzione familiare, che producono capolavori orafi invidiati nel mondo. I rudimenti della lavorazione dei metalli vengono tramandati di persona in persona come succedeva nel 1300. Le tecniche sono cambiate, ciò che non è cambiato è la passione viscerale, culturale, del territorio per la lavorazione di altissima qualità.

gioielli artigianali

L’arte della lavorazione del tessuto

Lo si mette addosso, ci si dorme e si usa per cucinare. Il tessuto è fondamentale nella nostra storia come nella nostra vita quotidiana.Ma come avviene la sua lavorazione?

Un materiale, una trama. Quella del tessuto, che si intreccia con la nostra vita a doppio filo nel telaio della storia. Il tessuto è un manufatto ed è costituito da due elementi: l’ordito e la trama. Il primo è l’insieme dei fili tesi sul telaio, il secondo è il filo orizzontale che percorre da una parte all’altra l’ordito.

Le prime lavorazioni di questo genere sono del neolitico. Nella preistoria si usava il fuso, uno strumento che permetteva di trasformare le fibre singole in un filato omogeneo. Col passare dei secoli poi, la lavorazione del tessuto si è differenziata a seconda delle zone ed evoluta fino a rappresentare una delle maggiori industrie mondiali. Ad oggi se ne contano centinaia a seconda della utilizzazione finale e del tipo di materiale.

artigianato toscana

Il distretto più importante della Toscana è sicuramente quello pratese, che include ben dodici comuni diversi tra le provincie di Prato, Pistoia e Firenze. La produzione è molto vasta e spazia dall’abbigliamento ai filati per l’industria passando per il tessile da arredamento ma la caratteristica principale del distretto toscano è l’amplissima capacità di lavorazione di diverse fibre tessili.

Nel pratese, infatti, la produzione è diversificata tra lana, cotone, fibre artificiali e sintetiche. La maggior parte dei prodotti è poi esportata fuori dall’Italia. Nonostante la grande diffusione a livello industriale, la lavorazione tessile è presente ancora nelle botteghe artigiane che producono capi di altissima qualità e di grandissima richiesta.

Il made in Italy degli artigiani resta ricercatissimo e sinonimo di stile ed eleganza non solo per l’abbigliamento ma anche per il tessile da arredo. Oggi, molte botteghe artigiane hanno abbandonato lo schema di produzione moderna per ritornare al telaio a mano per riscoprire la qualità del manufatto e della propria storia.

Una storia che si intreccia con la vita quotidiana di ogni toscano e con le proprie origini.

lavorazione tessuto

I segreti della lavorazione del legno

La Toscana è terra di artigiani e boscaioli. La lavorazione del legno, nella regione, fa parte del tessuto quotidiano da secoli. Fin dal medioevo le prime botteghe artigiane iniziarono la lunga tradizione di intaglio e falegnameria sulla legna che veniva raccolta in colline e in montagna.

I maestri falegnami, armati di ascia e pialla, tagliavano prima e modellavano poi il castagno, il noce ed il ciliegio. Alberi oggi nobili ma che nei secoli scorsi hanno fatto parte del comune di tutti i giorni. La lavorazione del legno in Toscana si unì ben presto all’artigianato artistico. Infatti, se da una parte il falegname realizzava piattaie, armadi e sedie, oggetti utili alla vita quotidiana, dall’altra si esercitava su oggetti più piccoli, elaborati ed esteticamente belli.

L’ambivalenza della lavorazione del legno portò dunque ad una differenziazione delle specializzazioni artigiane. Alcuni maestri si concentrarono sulla produzione di accessori, altri si concentrarono sui mobili e sull’arredo in genere. Nel diciottesimo e diciannovesimo secolo si cominciarono a produrre oggetti d’arredo sempre più ricercati e particolari come cassapanche, cassettoni e stipi in noce e dunque la tecnica di lavorazione si differenziò ancora.

In ogni caso, un laboratorio di falegnameria tradizionale è di solito attrezzato con un banco munito delle famose morse e diversi attrezzi come la pialla, la fresa e la sega circolare e qualla a nastro. Lo zoccolo duro dell’arte della falegnameria è ancora la produzione di mobili di arredo su misura. La realizzazione cioè di letti, armadi e cassapanche in legno massello o impiallacciato e dunque più economico.

L’avvento della grande distribuzione ha limitato ma non spento la lavorazione del legno artigianale, in tanti continuano per i propri mobili di casa a rivolgersi alle botteghe artigiane che forniscono materiali di alta qualità ed una professionalità maggiore rispetto alle grandi catene. Oggi, le botteghe falegnami toscane sono sparse nel territorio e ancora tramandano le vecchie tradizioni di lavorazione del legno e produzione.

 

3 cose da sapere sulla creazione dei gioielli

Il gioiello è il regalo perfetto, un ornamento essenziale che va posseduto e ammirato. Ecco tre cose da sapere sulla creazione dei gioielli.

La creazione dei gioielli come segno di riconoscimento

L’uomo ha sempre cercato di adornarsi, nel corso della storia, di oggetti più o meno preziosi. Alcune volte  il gioiello, inteso come oggetto accessorio, serviva ad elevare gerarchicamente l’uomo che lo indossava. Altre volte serviva semplicemente come ornamento di una bella donna, di un sovrano o di un uomo di fede, qualsiasi essa fosse.

È il caso dei Maya e degli Inca, popolazioni che hanno per prime stabilito uno stretto legame tra le loro divinità e l’oro e i gioielli preziosi.

Gli Egizi: le creazione di gioielli come ornamento

La funzione estetica del gioiello viene proposta con la civiltà egizia, la prima a far coincidere il proprio concetto del bello con quello dell’oro e delle pietre preziose. I greci ed i romani sono i figli di questa cultura e, seppur con stili diversi, continuano nella tradizione della popolazione del Nilo.

I diamanti, e la loro lavorazione, compaiono in Europa con Marco Polo che dalle Indie racconta del regno di Kublai Khan. Questi cristalli divengono ben presto la pietra dura più ricercata e ambita.

La creazione dei gioielli oggi: le botteghe orafe

L’arte della lavorazione dell’oro, dei metalli e delle pietre preziose arriva a noi dopo un percorso plurimillenario denso di storia e significati. Oggi convivono grandi multinazionali e piccole botteghe orafe, portatrici della tradizione sia di realizzazione che di taglio delle pietre dure.

In Toscana il distretto più famoso è quello della provincia di Arezzo ma eccellenze significative si ritrovano diffusamente in tutta la regione. La Toscana è dunque una delle regioni traino della creazione dei gioielli in Italia, paese che resta il maggiore produttore ed esportatore mondiale di gioielleria

creazione gioielli