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Adeguare i locali alle norme anticontagio utilizzando il credito d’imposta

Le imprese che hanno riaperto o si apprestano a farlo dovranno sostenere dei costi per adeguare i locali e l’organizzazione del lavoro alle normative anticontagio. Per cercare di alleviare l’impatto di questi oneri il Governo, nel Decreto Rilancio ha concesso diversi bonus tra i quali un credito d’imposta calcolato sulle spese sostenute per adeguare i locali alle normative anticontagio.  Una misura che intende aiutare le riaperture in sicurezza delle attività economiche al pubblico.  Il credito d’imposta riguarda le spese sostenute nel 2020 per gli investimenti necessari per l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti alle disposizioni anti Coronavirus. Tra gli interventi agevolabili, sono compresi gli interventi edilizi, ad esempio per: il rifacimento spogliatoi e mense, la realizzazione di spazi medici,  la realizzazione di ingressi e spazi comuni, arredi di sicurezza anti contagio. Danno diritto al bonus anche gli investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e le apparecchiature per il controllo della temperatura. Il credito d’imposta è concesso nella misura del 60% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 80.000 euro per beneficiario. Una caratteristica di particolare interesse del nuovo beneficio è la possibilità di cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. L’agevolazione è utilizzabile in compensazione di imposte e contributi previdenziali dovuti in 10 anni. In alternativa all’utilizzo diretto in compensazione, l’incentivo spettante potrà essere incassato subito. Può essere infatti ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. Criteri e modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta dovranno essere definiti dall’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge di conversione del Decreto Rilancio (presumibilmente, quindi, la circolare dovrebbe vedere la luce nel mese di agosto 2020).

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Emergenza Coronavirus. Come ottenere i contributi a fondo perduto

Il Decreto Rilancio, D.L n.34/2020 art.25 , ha previsto per imprese e lavoratori autonomi l’erogazione di contributi a fondo perduto. Possono ottenerli imprenditori e lavoratori autonomi (con ricavi non superiori a 5 milioni di euro) che hanno registrato cali di fatturato causati dall’epidemia. In particolare occorre verificare se il fatturato realizzato nel mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 di quello di aprile 2019. Per esempio, se il fatturato di aprile 2019 è di 3.000,00 Euro, il contributo a fondo perduto spetterà solo se il fatturato 2020 è inferiore a 2.000,00 Euro.

Il contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato del mese di aprile 2019 e l’ammontare del fatturato del mese di aprile 2020. Tale percentuale è così determinata:

-20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel 2019;

-15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;

-10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

In ogni caso, l’ammontare del contributo è riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Possono richiedere il contributo anche gli artigiani e i commercianti che hanno beneficiato dell’indennità di 600 euro nel mese di marzo ex art. 28 del DL 18/2020 e che continueranno a beneficiarne.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi nonché dell’IRAP.

Per ottenerlo occorre presentare una istanza telematica all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dal provvedimento attuativo di prossima emanazione contenente gli estremi del conto corrente bancario o postale su cui arriveranno le somme. All’istanza dovrà essere allegata l’autocertificazione antimafia che sarà oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza. L’istanza presentata sarà poi oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.agenziaentrate.gov.it oppure chiamare il numero 800.90.96.96 (da telefono fisso) 0696668907 (da cellulare) – +39 0696668933 (da estero- servizio in lingua italiana)

 

Sostenere i mestieri d’arte per superare la crisi. Artex firma l’appello del Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico

Un appello ai decisori politici per chiedere di sostenere l’artigianato artistico, un importantissimo patrimonio culturale ed economico che oggi è fortemente a rischio: lo ha lanciato il Tavolo Nazionale dell’Artigianato Artistico, formato dai soggetti sostenitori della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico. La Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico è un documento programmatico lanciato nel 2010 a livello nazionale e internazionale proprio per tutelare, promuovere e valorizzare il settore dell’artigianato artistico e tradizionale: i soggetti promotori che per primi hanno voluto il documento sono stati CNA, Confartigianato Imprese e Ateliers d’Art de France, con il supporto tecnico e organizzativo di Artex, Centro per l’Artigianato Artistico della Toscana. Ad oggi la Carta conta 59 tra promotori e sostenitori, tra cui 15 Regioni italiane.

Questo settore rappresenta un patrimonio immenso, che  ha contribuito alla definizione del Made in Italy e dell’immagine dell’Italia nel mondo, e che adesso si trova in una situazione di estrema fragilità a causa delle conseguenze del lockdown imposto per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. In questo quadro il peso specifico della Toscana è molto rilevante: secondo i dati elaborati da Artex in collaborazione con Irpet, in Toscana le imprese dell’artigianato artistico e tradizionale sono 20 mila e  impiegano oltre 100mila addetti, tra dipendenti e indipendenti. Delle 20mila imprese, 1.300 circa (il 6%) hanno più di 15 addetti per il 94% si tratta di piccole e micro aziende molto diverse per dimensioni, organizzazione aziendale, tecniche produttive, stili ma anche per mercati di riferimento.

“C’è una fortissima preoccupazione per l’artigianato artistico e tradizionale della Toscana – dice il presidente di Artex, Gianni Lamioni -. Le conseguenze economiche della crisi post Covid19 rischiano di essere fatali per molte aziende ed è necessario uno sforzo ancora maggiore a livello locale, nazionale ed europeo per tutelare il valore di questo patrimonio per non disperderlo. Le eccellenze della tradizione artigiana sono custodite in larga parte da aziende piccole e piccolissime, a conduzione familiare, con scarsa capitalizzazione e perciò molto esposte in tempi di crisi economica sia per l’incertezza che attraversa i mercati di riferimento sia per le caratteristiche del processo produttivo che non può prescindere da tecniche di lavorazione che richiedono tempi lunghi e dall’utilizzo di materie prime costose”.

“Artex – ricorda Lamioni – segnala da oltre un decennio la necessità di strategie mirate e condivise per salvaguardare questo enorme patrimonio identitario ed economico: è dal 2010, infatti, che con la  Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, e con il network che intorno ad essa di è costruito, cerchiamo di affermare e diffondere i valori dell’artigianato artistico, come componente fondamentale della nostra economia, della nostra cultura e della nostra società.

“E’ un patrimonio creativo ed economico che definisce più di ogni altro l’identità della Toscana e nel momento in cui si parla del rilancio, non solo produttivo, ma anche di immagine della nostra regione agli occhi del pubblico internazionale, di investitori e turisti, non può essere dimenticato. Serve agire per individuare le giuste strategie di commercializzazione e internazionalizzazione del nostro artigianato d’arte; serve valorizzarne le opportunità nel contesto della green economy e dello sviluppo sostenibile; sfruttarne le potenzialità nel dialogo con il mondo della cultura, dei musei e della formazione; farne un pilastro nelle azioni di promozione e sviluppo del sistema turistico italiano”, conclude il presidente di Artex.

“L’artigianato artistico è un settore che, da sempre, tiene alto il nome della Toscana nel mondo – spiega l’assessore allo sviluppo economico della Regione Toscana Stefano Ciuoffo – un settore profondamente radicato nei nostri territori, espressione di una cultura e di una tradizione che si sono consolidate nei secoli. Per questo motivo la Regione Toscana ha sempre avuto particolare attenzione e sensibilità per questo settore e proprio per questo ha condiviso, sostenuto e promosso da subito il percorso della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, facendosene anche portavoce presso altri Governi regionali. Nell’attuale contesto di crisi l’appello dei sostenitori della Carta, che sottolinea i valori fondamentali dell’artigianato artistico e indica possibili linee di sviluppo e di rafforzamento del settore, ci vede concordi e attenti, soprattutto in una logica di rilancio del nostro territorio. L’artigianato artistico fa parte delle nostre città, dei nostri borghi, dei nostri musei, del nostro sistema produttivo, del nostro tessuto sociale e può e deve divenire parte integrante di azioni di rilancio dell’immagine della Toscana nel mondo, in stretta connessione con il turismo, con la cultura, con l’enogastronomia, con tutto ciò che costituisce il cuore del Made in Tuscany.”

Ecco il link all’appello

 

Per informazioni

Artex Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana

Via Giano Della Bella 20  50124 Firenze (Italy)

tel. +39 055 570627

fax +39 055 572093

 

artex@artex.firenze.it

Artigianato artistico e tradizionale. Le linee guida per ripartire in sicurezza

Le imprese del settore dell’artigianato artistico e tradizionale da sempre svolgono le loro attività utilizzando molte forme organizzative. Atelier, laboratori, negozi con annessi spazi per le lavorazioni artigianali, studi d’arte, laboratori artigianali con spazi di somministrazione di alimenti e bevande, stabilimenti, sartorie, botteghe scuola. Un universo eterogeneo che in questi giorni si trova a riaprire dovendo adeguare i propri spazi alle norme anticontagio. Disposizioni che sono state emanate con riferimento ai principali settori di attività economiche e che non tengono conto della multiforme realtà di un settore tanto particolare, che nella nostra Regione è fondamentale perché industria culturale e creativa legata alla filiera turistica e ai principali distretti produttivi .

In base alle disposizioni nazionali e all’ordinanza regionale firmata dal Presidente della Regione Toscana, da lunedì 18 maggio possono riaprire:

  •  Tutti gli esercizi commerciali;
  •  Le attività di somministrazione di cibi e bevande, non più solo in modalità asporto;
  •  Le strutture ricettive;
  •  I servizi alla persona (parrucchieri, estetisti);
  •  Le attività balneari;
  •  I musei e le biblioteche;
  •  Il commercio ambulante previa definizione da parte dei comuni delle necessarie regole relative agli accessi.

Dal 18 maggio quindi quasi tutte le attività economiche e professionali potranno riaprire purché rispettino le linee guida e le raccomandazioni previste dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 17 Maggio 2020 ed illustrate anche nei suoi allegati ( in particolare nel n. 10).

Ricordiamo che è obbligatorio usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza. Possono essere utilizzate mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L’utilizzo delle mascherine si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano prioritarie.

Per tutte le attività economiche valgono poi le seguenti linee guida:

– mantenere il distanziamento di almeno 1 metro;
– fornire e rendere disponibili ai clienti e al personale prodotti igienizzanti;
– privilegiare le prenotazioni e conservare l’elenco delle persone per 14 giorni;
– predisporre alle casse apposite barriere di protezione da rischi di contagio (plexiglass o simili).
Quanto alla misurazione della temperatura dei clienti, nelle linee guida si parla di “possibilità” e non di obbligo.

Sono poi state emanate altre linee guida specifiche, per particolari tipologie di attività. Per il settore dell’artigianato artistico e tradizionale sono di interesse quelle per il commercio al dettaglio.

Per il commercio al dettaglio l’impresa deve:
– prevedere regole di accesso ai locali, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti;
– in caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce; comunque, i clienti devono sempre indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti.
Per il commercio su aree pubbliche sono previste regole di carattere generale e regole a carico dei comuni e specifiche disposizioni per i titolari di posteggio.
Tra le prime:
– prevedere il contingentamento degli ingressi e la vigilanza degli accessi;
– uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande;
– utilizzo di mascherine sia da parte degli operatori che da parte dei clienti, ove non sia possibile assicurare il distanziamento interpersonale di almeno un metro.
I Comuni dovranno regolamentare la gestione del commercio su aree pubbliche, prevedendo idonee misure logistiche, organizzative e di presidio e valutando tutte le misure per garantire il distanziamento.
Invece, il titolare di posteggio:
– ha l’obbligo dell’uso delle mascherine, mentre l’uso dei guanti può essere sostituito da una igienizzazione frequente delle mani;
– in caso di vendita di abbigliamento deve mettere a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce;
– in caso di vendita di beni usati deve igienizzare i capi di abbigliamento e le calzature prima che siano poste in vendita.
L’Inail, nel suo sito ww.inail.it ha pubblicato alcuni video con raccomandazioni per le aziende oltre che  le linee guida per alcune categorie (e precisamente ristoranti, stabilimenti balneari, parrucchieri e centri estetici), che vanno a sommarsi alle regole generali contenute nei protocolli allegati al D.P.C.M. 26 aprile 2020.
Il D.L. n. 33/2020 ha previsto che, dal 18 maggio siano le regioni a dover “adottare” i “protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi”, “nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”. Saranno quindi delle Regioni  le responsabilità in merito alla definizione delle regole e alla valutazione del loro impatto in termini di contenimento dell’epidemia.
Diventerà quindi  fondamentale conoscere, settore per settore, le linee guida che saranno emanate anche a livello regionale che ci auguriamo possano meglio tener conto delle specificità del settore dell’artigianato artistico e tradizionale.

L’appello di Artex per il settore dell’artigianato artistico

“Di fronte alla crisi causata dall’emergenza Coronavirus purtroppo si prevede la chiusura di un 30% di imprese artigiane- spiega Giovanni Lamioni, presidente di Artex, il centro per l’artigianato artistico e tradizionale della Toscana. Artex fa un appello ai consumatori affinché acquistino prodotti unici, di qualità, legati al territorio per sostenere questo importante settore.

L’universo dell’artigianato artistico è costituito da circa 20 mila imprese toscane che nel loro complesso impiegano oltre 100 mila addetti. Si tratta di un settore di eccellenza, che riunisce imprese che da sempre rappresentano le identità, le tradizioni e la cultura del nostro Paese. Per questo occorrono strategie specifiche a tutela e per il rilancio di questo settore.

Tornare ad insegnare prima possibile, rispettando le norme anticontagio. L’appello delle Scuole d’Arte e Mestiere

Sono oltre 20 le realtà formative di eccellenza, nel campo dell’artigianato, della manifattura e dell’ospitalità in Italia, che hanno sottoscritto l’appello promosso da ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Milano – volto a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessità di adottare delle misure specifiche in merito alla riapertura della propria attività didattica, svolta prevalentemente in laboratorio.

In Toscana hanno sottoscritto questo appello: l’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, LAO Laboratorio Arti Orafe, Sacred Art School, Scuola del Cuoio. Queste importanti realtà si rivolgono alle istituzioni nazionali affinché, nel panorama generale dell’Istruzione, si valuti la sostanziale specificità di queste realtà di alta formazione,
grande patrimonio di cultura.

Ecco il link all’appello

Per informazioni:

ALMA

La Scuola Internazionale di Cucina Italiana

Reggia di Colorno

Piazza Garibaldi, 26

43052 Colorno (Parma)

 0521525287

0521 525252

 3498866650

Da lunedi’ 4 maggio le prime riaperture nel rispetto delle disposizioni anti contagio

Da lunedì 4 maggio, con l’entrata in vigore del Decreto del 26 aprile 2020,  riapriranno le prime imprese. Ripartiranno, tra gli altri, le imprese di costruzioni, le industrie manifatturiere, estrattiva, automobilistica, tessile e del vetro. Via libera anche alla fabbricazione dei mobili e al commercio all’ingrosso funzionale. Sarà però possibile riaprire solo se saranno rispettate le norme anti contagio da Covid 19 previste dal protocollo sottoscritto dal Governo e dalle parti sociali, aggiornate il 24 aprile.

Le imprese e i lavoratori autonomi potranno continuare ad applicare il lavoro agile a ogni rapporto subordinato e dovranno, ove possibile, adottare protocolli di sicurezza anti-contagio. Nei casi in cui non si possa rispettare la distanza di un metro sul luogo di lavoro occorrerà adottare strumenti di protezione individuale.

Per quanto riguarda la mobilità delle persone, si potrà tornare a muoversi da un Comune all’altro entro la stessa Regione per motivi di lavoro, salute o “necessità e urgenza”. Tra le autorizzazioni previste dal Decreto, anche “gli spostamenti per incontrare congiunti, intesi come affetti stabili, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie.

Ecco il testo del Decreto del 26 aprile:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/27/20A02352/sg

Inaugurazione del Museo della Carta di Pescia e della Via della Carta

Il 22 novembre alle ore 9.30 a Pescia (Pt), in località Pietrabuona, presso il Villaggio Albergo S.Lorenzo e S.Caterina, in via S.Lorenzo, si terrà il convegno “La Via della Carta in Toscana ed il Museo della Carta di Pescia”. Al termine del convegno sarà inaugurato il Museo della Carta, che ha sede nell’antica cartiera “Le Carte” in Piazza della Croce 1, con visita guidata. L’antico opificio denominato ‘Le Carte’ è uno dei monumenti più rilevanti di archeologia industriale presenti sul territorio italiano sia per il suo stato di conservazione che per la presenza di tutti gli impianti produttivi risalenti al Settecento e all’Ottocento.  Si trova nel fondovalle del fiume Pescia sulla riva destra. Fu costruito nel 1710 e ampliato nel 1725 dalla famiglia Ansaldi che, nel 1825, lo cedette ad Agostino Calamari. Nel 1860 fu poi acquistato dalla famiglia Magnani. Dalla sua costruzione fino al 1992, anno in cui la cartiera ha cessato l’attività, l’opificio ha prodotto esclusivamente carta fatta a mano. L’edificio presenta la tipica struttura del modello cartario detto “genovese-toscano”: il piano terra, con volte a crociera, dedicato alla preparazione dell’impasto e alla creazione dei fogli di carta; il primo piano occupato dalla “bottega” per le fasi di rifinitura e dalle abitazioni delle famiglie dei cartai; l’ultimo piano, con ampi finestroni dotati di chiusure regolabili, il cosiddetto “spanditoio”, riservato all’asciugatura dei fogli. Il Museo costituisce una delle tappe fondamentale della Via della Carta in Toscana http://www.laviadellacarta.it/it , un itinerario culturale e turistico che  consente di visitare un museo diffuso di archeologia industriale, ripercorrendo antiche strade e sentieri, battuti un tempo dai mastri cartai per recarsi al lavoro negli opifici. Progetto è stato ideato e coordinato da LUCENSE, con il sostegno di Arcus SpA, in collaborazione con il Museo della Carta di Pescia ed il Comune di Villa Basilica.

Il Museo è gestito dallAssociazione Museo della Carta di Pescia ETS-Onlus, che ne ha promosso il progetto , di cui attualmente fanno parte 68 soci fra privati, associazioni ed enti pubblici. E’ presieduto da Paolo Carrara e diretto da Massimiliano Bini. Il Museo nasce per conservare la memoria e tramandare l’antica arte della lavorazione e fabbricazione della “carta a mano” e far conoscere l’importanza e l’evoluzione della produzione della carta, attività che sul territorio pesciatino è presente dalla fine del secolo XV.

Il Museo costituisce un  punto di riferimento prezioso per restauratori, studiosi e bibliofili.
Particolarmente preziosa la collezione di filigrane, tra cui quella con le effigi di Napoleone e Maria Luisa d’Austria (1812). Sono esposti gli strumenti e i macchinari d’epoca per la creazione a mano della carta. La struttura comprende l’archivio storico Magnani, spazi espositivi, aule, una biblioteca e una sala conferenze. Il Museo offrirà la possibilità di partecipare a laboratori didattici finalizzati a conoscere la storia della carta e le tecniche di fabbricazione, in particolare della carta a mano. Attraverso l’utilizzo di copie dei macchinari originali i partecipanti possono creare un foglio di carta a mano seguendo le antiche tecniche dei mastri cartai.

Per informazioni:

Museo della Carta di Pescia
Piazza della Croce, 1 | 51017 Pescia (PT)
Tel + 39 0572 408020 | Fax + 39 0572 408008
 www.laviadellacarta.it

info@laviadellacarta.it

Archivio Storico Magnani: Tel +39 0572 408432

Per scaricare il programma del convegno cliccare su:  VdC_Programma 22.11.2019 (1)

L’Accademia di Belle Arti di Firenze incrementa l’offerta formativa post laurea

Dal design per l’artigianato e la ceramica al documentario d’arte. Sono tre i nuovi percorsi formativi post laurea che l’Accademia di Belle Arti di Firenze ha attivato per l’anno accademico 2019/2020. Si tratta di tre Master di I livello della durata di un anno ciascuno (1500 ore, 60 crediti formativi), ognuno dei quali dedicato a un settore specifico del sapere e del saper fare artistico. Corsi altamente specializzati, progettati grazie al coinvolgimento di partner di primo piano nei tre settori di riferimento e con lo sguardo rivolto alle nuove tecnologie della produzione e della comunicazione artistica.

I tre nuovi percorsi formativi completano l’offerta post laurea dell’Accademia, affiancando la terza edizione di Textile – Creazione di tessuti d’arte, offerto in collaborazione con la Fondazione Arte della Seta Lisio, in partenza per il prossimo gennaio. Tutti i Master offerti dall’Accademia si rivolgono a laureati presso Università, Accademie di Belle Arti statali o legalmente riconosciute e Isia e, alla fine del percorso, rilasciano a chi avrà frequentato almeno l’80% delle lezioni il titolo di Master di I livello. Per i Master in Design per l’artigianato e Filmare la scadenza delle domande di ammissione è fissata per il prossimo 6 dicembre. Scade il 12 dicembre, invece, la domanda di ammissione al Master in Design per la Ceramica. Info e iscrizioni: www.accademia.firenze.it

Sartoria storica e per la scena. Corso biennale di Alta Formazione a.a. 2019-2021

Ci sarà tempo fino al  7 dicembre 2019 per iscriversi al corso di Sartoria Storica indirizzato a formare una figura professionale in grado di ricostruire costumi coerenti con i periodi storici (dal tessuto alle forme, agli accessori) per lo spettacolo e la scena.

Tra le attività che gli studenti svolgeranno: riconoscimento tessuti, manipolazione, disegno di figurini e cartamodelli storici, creazione costumi (sia in laboratorio che in collaborazione con sartorie italiane), studio degli stili dei tessuti, dell’abbigliamento e dei costumi, degli accessori e delle acconciature; così come l’acquisizione di competenze informatiche e di gestione, manutenzione e conservazione di costumi storici.

Previste lezioni teorico-pratiche, lezioni pratiche di laboratorio sartoriale, attività professionalizzanti retribuite. Scopri di più.