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I segreti dei gioielli artigianali di Arezzo

gioielli artigianali

Ogni gioiello artigianale ha un’anima, una storia che si fonde con le origini del territorio. È ciò che succede nel distretto orafo di Arezzo, una realtà che si fonde con la cultura della zona.

Le botteghe artigiane del gioiello ad Arezzo si moltiplicano nel corso dei secoli. Le prime documentate nascono nel quattordicesimo secolo contemporaneamente alla crescita della nobiltà locale e delle confraternite. La richiesta è soprattutto locale, i maestri orafi realizzano gioielli per i signori della zona finché l’eco della loro arte si diffonde anche a Roma, dove il papato inizia a richiedere commesse sempre più consistenti.

L’artigianato aretino cambia dunque destinatario e trova nella produzione religiosa la migliore fonte di sostentamento. In una zona prettamente agricola, la lavorazione orafa resta confinata nelle botteghe altamente specializzate che tramandano la tradizione di padre in figlio, di allievo in maestro senza aprirsi alle influenze del mondo esterno.

Tutto questo fino alle porte del novecento, quando il cambiamento del paesaggio, da agricolo a industriale, porta alla crescita di tante piccole e medie imprese. I gioielli artigianali di Arezzo divengono la produzione più importante della provincia assieme al cuoio e alle calzature.

Nel secondo dopo guerra, poi, il settore orafo conosce una stagione di grande sviluppo grazie alle tecniche innovative di produzione e lavorazione dell’oro che esaltano il made in Toscana. Gli artigiani aretini realizzano gioielli sempre più belli con costi di manodopera relativamente bassi grazie alle tecniche impiegate e superano anche le crisi del costo dell’oro puntando su altri metalli come l’argento.

Ad oggi, ad Arezzo esistono tantissime piccole imprese, vere e proprie botteghe a conduzione familiare, che producono capolavori orafi invidiati nel mondo. I rudimenti della lavorazione dei metalli vengono tramandati di persona in persona come succedeva nel 1300. Le tecniche sono cambiate, ciò che non è cambiato è la passione viscerale, culturale, del territorio per la lavorazione di altissima qualità.

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