Un altro corso concluso ad Arezzo!

La ventiquattrenne veneta Arianna Orsato, già diplomata al Liceo Artistico e all’Accademia di belle Arti di Bologna, ha scelto la bottega aretina del Maestro Alano Maffucci, laboratorio accreditato dalla Regione Toscana come Bottega Scuola in lavorazione metalli preziosi e arte sacra, per perfezionare le proprie competenze in tecniche di oreficeria artistica e intraprendere il proprio percorso “artigiano”.

Un’esperienza bellissima per maestro e allieva. Insegnare ai giovani il mestiere consente, infatti, di trasmettere competenze che altrimenti rischierebbero di andare perdute per sempre. Non solo. Sbalzo, cesello, incisione e incastonatura sono arti che non possono essere sostituite dall’uso dei moderni strumenti informatici e dalle macchine a controllo numerico.
La “bottega scuola” Aule di Alano Maffucci fa capo all’azienda orafa nata ad Arezzo nel 1977 ispirandosi alla grande tradizione orafa etrusca. Finito il primo corso da 200 ore, la “prima allieva” si è già iscritta al secondo corso e ha chiesto di focalizzare l’insegnamento sulle materie che esaltano la manualità, come il cesello e la finitura a martello. Ma non è finita qui. In bottega è al lavoro un altro giovane “apprendista”, che sta studiando per ottenere il suo certificato. Ed è solo l’inizio…

I segreti dei gioielli artigianali di Arezzo

Ogni gioiello artigianale ha un’anima, una storia che si fonde con le origini del territorio. È ciò che succede nel distretto orafo di Arezzo, una realtà che si fonde con la cultura della zona.

Le botteghe artigiane del gioiello ad Arezzo si moltiplicano nel corso dei secoli. Le prime documentate nascono nel quattordicesimo secolo contemporaneamente alla crescita della nobiltà locale e delle confraternite. La richiesta è soprattutto locale, i maestri orafi realizzano gioielli per i signori della zona finché l’eco della loro arte si diffonde anche a Roma, dove il papato inizia a richiedere commesse sempre più consistenti.

L’artigianato aretino cambia dunque destinatario e trova nella produzione religiosa la migliore fonte di sostentamento. In una zona prettamente agricola, la lavorazione orafa resta confinata nelle botteghe altamente specializzate che tramandano la tradizione di padre in figlio, di allievo in maestro senza aprirsi alle influenze del mondo esterno.

Tutto questo fino alle porte del novecento, quando il cambiamento del paesaggio, da agricolo a industriale, porta alla crescita di tante piccole e medie imprese. I gioielli artigianali di Arezzo divengono la produzione più importante della provincia assieme al cuoio e alle calzature.

Nel secondo dopo guerra, poi, il settore orafo conosce una stagione di grande sviluppo grazie alle tecniche innovative di produzione e lavorazione dell’oro che esaltano il made in Toscana. Gli artigiani aretini realizzano gioielli sempre più belli con costi di manodopera relativamente bassi grazie alle tecniche impiegate e superano anche le crisi del costo dell’oro puntando su altri metalli come l’argento.

Ad oggi, ad Arezzo esistono tantissime piccole imprese, vere e proprie botteghe a conduzione familiare, che producono capolavori orafi invidiati nel mondo. I rudimenti della lavorazione dei metalli vengono tramandati di persona in persona come succedeva nel 1300. Le tecniche sono cambiate, ciò che non è cambiato è la passione viscerale, culturale, del territorio per la lavorazione di altissima qualità.

gioielli artigianali